
L’eccesso di peso può derivare da molti fattori, come stili di vita poco equilibrati, problematiche metaboliche, ma anche stress prolungato, depressione, o eventi difficili della vita, come lutti, malattie o cambiamenti familiari importanti.
Oltre a rappresentare un fattore di rischio per molte patologie, come diabete, malattie cardiovascolari, apnee notturne, l’eccesso di peso riflette spesso un’interazione complessa tra corpo e mente.
Il paziente che aumenta di peso spesso si può trovare in difficoltà, consapevole del fatto che la sua salute richiederebbe un cambiamento del suo stile di vita, ma preoccupato per quello che, senza una guida, può sembrare un percorso in salita.
Con l’aiuto di un’équipe medica, è possibile una gestione personalizzata e graduale, con un obiettivo di benessere fisico e mentale: migliorare salute, energia e qualità di vita.
Una corretta alimentazione è il primo pilastro del trattamento. Un regime alimentare troppo restrittivo e non equilibrato, può produrre il cosiddetto “effetto yo-yo”: si perde peso rapidamente e con grande sforzo, ma si produce un cambiamento metabolico (il corpo va in “risparmio energetico”), che fa riprendere rapidamente il peso perso appena si ritorna ad un’alimentazione normale.
Questo porta a frustrazione e demotivazione, che allontanano il paziente dal desiderio di affrontare un cambiamento di abitudini alimentari e, in alcuni casi, a disturbi alimentari. L’obiettivo deve essere quindi quello di creare uno stile alimentare sostenibile nel tempo, che tenga conto delle esigenze e gusti della persona, nel rispetto del suo benessere fisico e mentale.
L’attività fisica non serve solo a “bruciare calorie”:
L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata (camminata veloce, bici, nuoto) oppure 75-150 minuti di attività fisica intensa a settimana.
Il consiglio è quello di trovare un’attività che piaccia davvero e di praticarla con costanza: una banale passeggiata, un corso di ballo, uno sport divertente in compagnia, una camminata in montagna, giocare ad acchiapparella con i propri figli… Il movimento è vita!
Nei soggetti con obesità o sovrappeso associato a complicanze metaboliche, lo specialista può valutare farmaci che agiscono sui meccanismi biologici del peso.
Questi farmaci:
Si tratta di terapie basate su analoghi di ormoni incretinici, usate con dosaggi graduali e controlli periodici.
Come ogni trattamento medico, anche questi farmaci possono presentare effetti indesiderati, soprattutto nelle prime settimane: nausea, senso di pienezza, reflusso o stitichezza. Nella grande maggioranza dei casi sono transitori e gestibili, grazie a titolazione graduale del dosaggio, regole alimentari e monitoraggi clinici.
Non sono farmaci pericolosi: molecole della stessa classe vengono impiegate da molti anni nella cura del diabete, con un profilo di sicurezza ormai ben documentato. Quando prescritti orrettamente, sotto supervisione medica, offrono benefici importanti sul peso, sulla salute cardiometabolica e sulla prevenzione delle complicanze.
L’obesità è una malattia cronica multifattoriale, non un semplice problema di volontà.
Un percorso efficace richiede:
Ogni corpo è diverso. L’obiettivo non è rincorrere un numero sulla bilancia, ma migliorare salute, equilibrio e stabilità nel lungo termine.
Perdere peso non è una gara contro il tempo né una prova di forza di volontà: è un processo di cambiamento che coinvolge mente, corpo e abitudini. Interventi radicali o troppo restrittivi possono produrre risultati rapidi ma instabili, con elevato rischio di recupero del peso e stress metabolico. Per questo motivo, il trattamento efficace dell’eccesso ponderale si basa su cambiamenti sostenibili,
supportati da indicazioni mediche e nutrizionali.
Durante il percorso possono esserci periodi di stallo o adattamenti necessari:
ciò non rappresenta un fallimento, ma una fase normale del trattamento, da affrontare insieme allo specialista. Attraverso un confronto periodico, è possibile analizzare i dati, modificare la strategia nutrizionale, variare l’attività fisica e valutare la necessità di supporti farmacologici.
La terapia del peso non è un cammino solitario: l’équipe medica accompagna il paziente nel definire obiettivi realistici, comprendere i meccanismi biologici coinvolti e costruire comportamenti più funzionali.
Il successo nasce dall’elaborazione di un percorso sostenibile, dalla continuità, dall’ascolto e dal rispetto dei tempi del corpo.